mercoledì 9 marzo 2016

SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale): obiettivo semplificazione

Con la conferenza stampa di ieri 8 marzo 2016, tenutasi presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci veniva formalmente annunciato che dal 15 marzo 2016 InfoCert, Poste Italiane e Tim, (attraverso la società TrustTechnologies del gruppo Telecom Italia), renderanno disponibili le prime identità digitali.
E' stato anche predisposto un sito (spid.gov.it) per soddisfare tutte le curiosità, hanno anche inserito il seguente video che cerca nei pochi secondi che dura (94 con precisione) di illustrarne le funzionalità ed i possibili usi.

 

 SPID, attraverso gli unici tre provider di identità certificati, offrirà i seguenti livelli di identità:
Semplificando si può dire che, sebbene sempre in sicurezza già a partire dal primo livello, man mano che il livello sale è necessatio dotarsi di tecnologia sofisticata affinché si possa accedere ai livelli superiori.

Per esempio per poter utilizzare il livello tre, ovvero il massimo livello previsto, evidentemente per accedere a contenuti con necessità di certificazione dell’utente, ci potrà arrivare solo chi è in possesso in una smart card. Questo certamente non il massimo della semplificazione.

I costi, sotto quest’aspetto per il momento non c’è molta chiarezza. Se il servizio di “Identity provider” è demandato a società private queste prima o poi vorranno un beneficio.
Dei tre attualmente accreditati Infocert e TIMid dicono esplicitamente che per i primi due anni il servizio sarà gratuito, Poste con il suo POSTEID non chiarisce cosa succederà dopo i due anni.

I tempi, entro il mese di giugno 2016, saranno oltre 600 i servizi che permetteranno l'accesso tramite SPID. Almeno così è stato annunciato. Per il momento le prime amministrazioni che aderiranno sono: l’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comune di Firenze, Comune di Venezia, Comune di Lecce, Regione Toscana, Regione Liguria, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli Venezia e Giulia, Regione Lazio, Regione Piemonte e Regione Umbria.
La strada però sarà lunga perché per arrivare ad avere la possibilità di usufruire dell’accesso integrato e federato per tutta la PA non ci vorranno meno di 24 mesi.


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