sabato 21 febbraio 2015

C'era una volta la carta, Fatturazione elettronica e conservazione (a norma)

C'era una volta la carta, pensate a quello che succedeva prima del Giugno 2014 quando si doveva emettere una Fattura, provo a sintetizzare i passi essenziali:
-Stampare o semplicemente riempire una pagina preformattata di un blocco fatture comprato in un negozio specializzato;
-Inviare a chi di dovere quanto preparato ed eventualmente al commercialista per il corretto inserimento nei vari registri previsti;
-Archiviare per il numero di anni previsto dalla legge era facile, un bel faldone con su scritto l'anno di riferimento e via. In fondo bastava poterlo prendere di fronte ad una verifica formale.

Dal 6 Giugno 2014 tutto questo è cambiato, verso la pubblica amministrazione centrale e dal prossimo 31 Marzio si estenderà a tutta la PA, si deve usare la Fatturazione Elettronica.

Quindi ora i passi da fare sono i seguenti:
-Creare il file Fattura in formato XML, poi è consigliabile fare una verifica formale presso lo SDI
-Se la verifica, di forma e non di contenuto, passa, allora bisogna firmare il file in modo digitale;
-Inviare il file firmato attraverso lo SDI alla relativa amministrazione, certo prima bisogna trovare il giusto ID da inserire nella fattura presso l'apposito sito altrimenti la Fattura non arriverà mai a destinazione;
-Si può poi monitorare quello che succede alla FE, che oramai ha intrapreso il suo viaggio, sempre dal sito dello SDI.

Come si può ben vedere la carta è scomparsa. Ed è a questo punto che bisogna farsi la domanda: dove e come dovrò conservare il file XML? Credetemi sono in molti ad avermi chiesto un suggerimento in merito su come fare. C'è un fai da te economico e legale, sopratutto per chi non produce un gran numero di fatture?
Ho cercato e provato anche qualche soluzione open source, il risulto di questa mia ricerca è il seguente: potrei anche conservare la mia FE ed essere anche coerente con i dettami tecnici previsti dalla legge, ma, appunto, la legge non prevede solo come archiviare ma anche chi lo può o lo deve fare. Quest'ultimo punto è insormonatabile. La norma dice:

Art. 13. Accreditamento
1. L'Agenzia per l'Italia digitale definisce, con propri provvedimenti, le modalità per l'accreditamento e la vigilanza sui soggetti di cui all'art. 44-bis del Codice i quali adottano le presenti regole tecniche di cui al presente decreto per la gestione e la documentazione del sistema di conservazione, nonché per l'espletamento del processo di conservazione.

Art. 44-bis - Conservatori accreditati
1. I soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici e di certificazione dei relativi processi anche per conto di terzi ed intendono conseguire il riconoscimento del possesso dei requisiti del livello più elevato, in termini di qualità e di sicurezza, chiedono l'accreditamento presso DigitPA.
2. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 26, 27, 29, ad eccezione del comma 3, lettera a) e 31.
3. I soggetti privati di cui al comma 1 sono costituiti in società di capitali con capitale sociale non inferiore a euro 200.000.


E' l'utimo punto a rendere praticamente impossibile procedere nel senso del fai da te.

Permettetemi infine l'ultimo suggerimento, per conservare le voste fatture andate solo da chi è stato accreditato e certificato ad AgID, qui la lista.
  




Posta un commento