giovedì 11 agosto 2016

Oltre al Blog anche la nostra APP

Perchè nasce l'esigenza di avere un APP? La risposta più immediata è la più semplice: accorciare le distanze tra chi vuole essere informato sui temi del Digitale in Italia e le stesse notizie. Non c'è più bisogno di andare alla ricerca della notizia. E' la notizia che ti raggiunge. L'app con un uso avanzato delle tecnologie, che Google mette a disposizione, usa un sistema di Push che può raggiungere i suoi utilizzatori. Questo servizio vi segnalerà quando ci sono aggiornamenti nella sezione notizie.

C'è un altro aspetto che vogliamo segnalare, che rappresenta un passaggio importante, questo è il primo passo verso la nostra trasformazione digitale che in breve si può dire cosi:


Da semplici osservatori dell’execution dell'Agenda Digitale a parte attiva.



Certi di farvi cosa gradita vi invitiamo ad installare l'app direttamente su Play Store

mercoledì 20 aprile 2016

#SPIDometro: come sta andando dopo oltre un mese dal via?

Il 15 Marzo 2016 l'Italia avviava una delle rivoluzioni digitali più annunciate legate all'Agenda Digitale. Questa rivoluzione veniva annunciata cosi:

Pin UNICO
Era il Giugno 2014 e Renzi, parlando della futura riforma della Pa, diceca: «verrà introdotto il Pin del cittadino: oggi la pubblica amministrazione parla 13 linguaggi diversi, noi vogliamo che parli un’unica lingua e che lavora su tutto». Il progetto di riforma infatti prevede per il cittadino l’introduzione di un unico codice per accedere ai servizi pubblici.

Se questo obiettivo sia stato raggiunto con lo SPID, lo vedremo. Affinche questo sia vero dipenderà, secondo me, da due fattori fondamendali: quanti saranno i servizi che effettivamente saranno utilizzabili attraverso lo SPID e quanti cittadini decideranno di dotarvisi.

Il numero di servizi dopo il primo mese

Se si dovessero trarre delle considerazioni statistiche, e cioè un trend di crescita, non c'è molto da scialare; si sono aggiunti solo 5 servizi dopo un mese, vi lascio immaginare quanti mesi ci vorranno per raggiungere l'obiettivo dei 600 servizi previsti.

Gli utenti

Io stesso sono un utente SPID, la prima prova effettuata con pieno successo nella fase di attivazione (vedi post) ha riscontrato un piccolo problema nella fase di utilizzo, devo però ammettere che i successivi tentativi sono però andati correttamente a buon fine. L'attivazione di una seconda utenza SPID, non per me, ma per un componente della mia famiglia, è stata volutamente provata con un provider diverso da PosteID, ovvero Infocert. Qui le cose non sono andate proprio lisce. La sfida era riuscire ad attivare SPID con la nuova Tessera Sanitaria che ha on board il chip per poter essere utilizzata come CNS.


Per fare questo la prima cosa è assicurarsi che la smart card venga letta correttamente attraverso i vari SW necessari al vostro lettore di smart card. Raggiunto questo obiettivo, cosa non facile, anche perchè esistono diversi tipi di smart card e quindi va in prima istanza capito quale fra questi tipi vi è stata consegnata al fine di installare i corretti SW. Poi bisogna dotarsi del PIN che, per leggittimi problemi di sicurezza, non viene conseganto insieme alla tessera. Pero per ottenre il PIN, seguendo le istruzioni del Portale Tessera Sanitaria , bisogna rivolgersi alla propria ASL. Questo è stato un problema insormontabile, in quanto l'ASL afferma: "non siamo ancora attrezzati a rilasciare il PIN". Abbandonata quindi questa opzione ho tentano il ricoscimento via webcam per la modica cifra di 15,00€ più IVA. Ho commesso un errore, non mi ero reso conto che il servizio era attivo dalle 09:00 alle 18:00, quindi dopo aver pagato non ho potuto effettivamente affettuare il ricoscimento, poi è avvenuto regolarmente il giorno dopo. Non è finita qui. Ci sono volute altre 24 ore per ricevere l'email di conferma di completa attivazione. Ma la procedura di Infocert prevede di ricevere la OTP, necessaria per gli accessi che prevedono il secondo livello di sicurezza (INPS) solo via App. Voglio precisare che PosteID invece prevede anche l'invio via eMail. Quindi installazione dell'apposita App, a seconda se avere un sistema con Android o con iOS, la procedura dovrebbe essere essenziale e veloce: lanci l'applicazione ti validi e ricevi SMS di conferma. Sembra fatta. Invece no. Il necessario SMS non arriva. Quindi? Sono solo 17 giorni che ho avviato al procedura per avere lo SPID ed ancora non ci sono riuscito. Fate le voste considerazioni. Per me questa non è semplificazione. E forse questo potrà essere uno dei motivi per cui le persone potrebbero decidere di non dotarsi di tale strumento.

martedì 15 marzo 2016

SPID: oggi al via, confronto tra gli ID provider e prima prova sul campo con esito NEGATIVO



Oggi 15 Marzo 2016 parte uffcialmente il Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale. 
Questi i tre provider certificati da Agid  a questa data

 Di seguito un breve confronto fra le varie offerte che ognuno di essi ha messo in campo:


Caratteristica\Provider
Infocert
Poste
TIM
Nome
Livello di sicurezza 1
(1 fattore: ID+Password)
Gestito
Gestito
Gestito
Livello di sicurezza 2
(2 Fattori:ID+Password+OTP)
Gestito
Gestito
Gestito
Livello di sicurezza 3
(2 Fattori:ID+Password+Cert.)
Non specificato
Non Specificato
al momento non disponibile
Attivazione con Firma Digitale
Gestito
Gestito
Gestito
Attivazione con CNS
Gestito
Gestito
Gestito
Attivazione con CIE
Gestito
Gestito
Gestito
Attivazione de Visu
Gestito (solo Roma, Milano, Padova)
Gestito (solo Uffici Postali abilitati, lista ad oggi non disponibile)

Gestito, ma non è chiaro dove sono dislocati i Punti di Registrazione (PdR)
Attivazione via WEB
Gestito (costo di 15,00 € + IVA)
Non Gestito
Non Gestito
Attivazione con APP
Non Gestito
Gestito (se già in possesso di PosteID)
Non Gestito
Gestione OTP
Via App
Via App PosteID e via SMS
Via SMS
Costo primi 2 anni
Gratis
Gratis
Gratis
Costo dopo il secondo anno
Non specificato
Non specificato
12€/anno iva inclusa
Manualistica
Non disponibile

I dati indicati sono specifici per i servizi offerti a persona fisica, potrebbero esserci differenze in caso di persona giuridica



Ora la prima prova di attivazione, non potendo attivare più di un provider la scelta ricade su PosteID in quanto è quello che mi trova personalmente più pronto perchè già in possesso di un identità certificata da Poste attraverso la sua App PosteID che è stata estesa, appunto, oltre che per usare i servizi interni alle Poste anche verso SPID.  A questo proposito Poste ha attivato un nuovo sito per la richiesta di attivazione dei servizi SPID via PosteID.


Ecco qui la completa attivazione dello SPID. La procedura è stata avviata, anche per verificarne la fattibilità, completamente da Mobile. Il primo passo è la richiesta di integrazione dei due servizi SPID e PosteID
Appena inserite le credenziali arriva la richiesta di verifica via PosteID
Una volta "certificato" che la richiesta è stata effettuata appunto da un utente "valido", ovvero già in precedenza riconosciuto, si passa alla richiesta di tutte le informazioni necessarie alla creazione dell'account SPID 

Verrà quindi spedito il primo codice OTP, questa volta via email, sia a conferma dello stesso email indicato sia come come passo finale della creazione dell'account SPID
 Dopo aver scelto la password, la procedura è completata.
Con un ultima email di conferma nella quale si dice che le credenziali attivate sono:

  • LIVELLO 1 con nome utente e password
  • LIVELLO 2 con APP PosteID
  • LIVELLO 2 con SMS su cellulare certificato
Il gioco è fatto. Non resta che verificare se ora si possa accedere ad uno dei pochi, per adesso, servizi già disponibili. Uno di questi è l'Inps, ed ecco come si presenta la schemata di accesso

Scelto ovviamente il provider con il quale ho ottenuto l'abilitazione SPID, vengo reindirizzato al sito di PosteID


Ricevuto correttamente il codice di accesso via App PosteID, ma il primo tentativo è fallito sebbene io non abbia fatto errori.

Ma ci riprovo, questa volta con OTP via SMS, anche questo ricevuto istantaneamente, ma questo è l'esito finale
In conclusione, io cittadino per ora non ho ricevuto una semplificazione, ma un ulteriore livello di complessità, stare in mezzo a due Istituzioni e cercare, sempre io cittadino, di risolvere il problema.
Posso solo immaginare, e quindi accettare, che questi siano problemi di gioventù, ma se alla seconda, terza prova, dovessero ripetersi questi problemi il giudizio finale non potrebbe che essere negativo, per il momento a caldo c'è una sospensione di giudizio... vediamo dopo gli esami di riparazione cosa succederà.

   



 

mercoledì 9 marzo 2016

SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale): obiettivo semplificazione

Con la conferenza stampa di ieri 8 marzo 2016, tenutasi presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci veniva formalmente annunciato che dal 15 marzo 2016 InfoCert, Poste Italiane e Tim, (attraverso la società TrustTechnologies del gruppo Telecom Italia), renderanno disponibili le prime identità digitali.
E' stato anche predisposto un sito (spid.gov.it) per soddisfare tutte le curiosità, hanno anche inserito il seguente video che cerca nei pochi secondi che dura (94 con precisione) di illustrarne le funzionalità ed i possibili usi.

 

 SPID, attraverso gli unici tre provider di identità certificati, offrirà i seguenti livelli di identità:
Semplificando si può dire che, sebbene sempre in sicurezza già a partire dal primo livello, man mano che il livello sale è necessatio dotarsi di tecnologia sofisticata affinché si possa accedere ai livelli superiori.

Per esempio per poter utilizzare il livello tre, ovvero il massimo livello previsto, evidentemente per accedere a contenuti con necessità di certificazione dell’utente, ci potrà arrivare solo chi è in possesso in una smart card. Questo certamente non il massimo della semplificazione.

I costi, sotto quest’aspetto per il momento non c’è molta chiarezza. Se il servizio di “Identity provider” è demandato a società private queste prima o poi vorranno un beneficio.
Dei tre attualmente accreditati Infocert e TIMid dicono esplicitamente che per i primi due anni il servizio sarà gratuito, Poste con il suo POSTEID non chiarisce cosa succederà dopo i due anni.

I tempi, entro il mese di giugno 2016, saranno oltre 600 i servizi che permetteranno l'accesso tramite SPID. Almeno così è stato annunciato. Per il momento le prime amministrazioni che aderiranno sono: l’Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comune di Firenze, Comune di Venezia, Comune di Lecce, Regione Toscana, Regione Liguria, Regione Emilia Romagna, Regione Friuli Venezia e Giulia, Regione Lazio, Regione Piemonte e Regione Umbria.
La strada però sarà lunga perché per arrivare ad avere la possibilità di usufruire dell’accesso integrato e federato per tutta la PA non ci vorranno meno di 24 mesi.


martedì 24 novembre 2015

Fatturazione Elettronica e Pagamenti


(Dati effettivi alla data di pubblicazione del post)

"Tutti gli enti della pubblica amministrazione sono tenuti a pagare le fatture legittime entro 30 giorni dalla data di emissione, con alcune eccezioni che consentono il pagamento entro 60 giorni. Il rispetto di questi termini è un fattore cruciale del buon funzionamento dell’economia nazionale ma molti enti pagano in tempi più lunghi."

La ragioneria dello stato ha una piattaforma per la certificazione dei crediti (qui il link) ed io direi anche dei pagamenti.

E' proprio sui dati qui inseriti sia dai creditori, che si sono preoccupati di farsi certificare i propri crediti, che dalla stessa PA che avrà alimentato questo sistema con i "pagamenti" effettuati, che il MEF ha realizzato il suo cruscotto per monitorare appunto i pagamenti.
Il MEF ha aggiornato i dati proprio ieri 23 Novembre 2015 , ma non tutto funziona come dovrebbe. Infatti lo stesso MEF afferma:

"La piattaforma di monitoraggio dei crediti commerciali registra il totale delle fatture trasmesse alle pubbliche amministrazioni, ma recepisce anche le informazioni sui pagamenti effettuati. Queste informazioni tuttavia non sono complete: non tutti gli enti pubblici sono attivi nella comunicazione dei dati di pagamento."

Anche se: "Il numero degli enti registrati è in continua evoluzione perché alcuni enti vengono cessati o aggregati. Gli enti sono qualificati come attivi sulla piattaforma se intervengono su oltre il 75% delle fatture registrate a loro indirizzate." 

Qualche numero 

Ecco alcune brevi considerazioni, se le fatture registrate sono 16 mln per un importo di 98 mld, mentre ne sono state pagate solo 5 mln per un importo di soli 30,5 mld, restano ancora da pagare ben 11 mln di fatture per un importo di 67,5 mld. Risulta altrettanto fittizio il tempo medio di pagamento (39gg) delle fatture pagate perché rappresenta solo il 31% circa del totale delle fatture. Il MEF "mette le mani avanti" per giustificare tale situazione infatti dice:

  • "il numero e l’importo delle fatture effettivamente pagate è superiore a quello registrato dalla piattaforma di monitoraggio perché soltanto alcuni enti comunicano i dati relativi ai pagamenti
  • il tempo medio di pagamento effettivo del totale delle fatture è con ogni probabilità più lungo di quello registrato tra gli enti che comunicano i dati
Gli enti che comunicano i dati sono da considerare “virtuosi” perché rispettano l’obbligo di fornire le informazioni. Questi enti sono probabilmente più virtuosi di altri anche nella tempestività di pagamento. Quindi i dati sui quali il MEF fornisce questi indicatori sono ancora insufficienti per avere una misura certa dei tempi di pagamento e della loro evoluzione. Il MEF promuoverà l’adesione alla piattaforma di monitoraggio presso tutte le pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di disporre delle informazioni di pagamento in questi termini:
  • Informazioni sul 60% delle fatture registrate entro la fine del 2015
  • Informazioni sul 90% delle fatture registrate entro la fine del 2016
  • Informazioni sul 99% delle fatture registrate entro il 30 giugno 2017

C'è ancora molto da fare, la digitalizzazione del paese passa sicuramente dall'applicazione di quanto suggerito e "proclamato" nel recente Italian Digital Day dai maggiori esponenti del governo e dallo stesso Premier, ma anche quando gli strumenti esistono, ma il loro stesso utilizzo è frammentato o minimale, sopratutto dalla stessa PA, lo sforzo da fare è proprio in questa direzione. La tecnologia è solo un fattore abilitante non la soluzione di tutti i problemi. 



martedì 16 giugno 2015

FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) se ne riparla...


Se si facesse una brevissima analisi, che non ha nessuno spessore o validità scientifica, dell'interesse che il Fascicolo Sanitario Elettronico ha suscitato nel tempo, se non altro nei termini in cui Google Trend possa evidenziarlo, i risulatti sono quelli del grafico qui rappresentato.

Se invece si facesse un'altro tipo di analisi, il cui merito va a +Osservatori Digital Innovation - Politecnico di Milano, allora si potrebbe vedere che il FSE, ed in generale la digitalizzazione della sanità, ha un'altro punto di vista, che è anche quello a cui dovremmo essere tutti più sensibili, i risparmi che lo stato potrebbe ottenere sarebbero nell'ordine di circa 1,7M€. Una parte questi dati sono rappresentati dall'infografica qui di seguito.

Poi noto che abbiamo un sito sul Fascicolo Sanitario che è ancora di fase sviluppo,
mentre il cronoprogramma prevedeva che entro il 30 Giugno 2015 dovesse essere istitutito il FSE, quindi anche il sito, che il tutto doveva essere pronto per il 31 Dicembre 2015, allora qualche dubbio mi viene.

Sicuramente c'è una certa complessità dietro il FSE, infatti date un occhiata a cos'è l'architettura, in particolare la piattaforma di interoperabilità (in carico allo stato centrale) mentre le varie piattaforme FSE sono regionali. In sintesi è successo questo: è stata data alle regioni completa autonomia, poi lo stato avrebbe integrato il tutto. Perché quindi integrare a posteriori quello che invece poteva nascere come già integrato? Quale poteva essere il modello, d'altronde ampiamente verificato? Quello che si è utilizzato con la Fatturazione Elettronica: un sistema centrale, quindi standard, d'interscambio e di interoperabilità e le regioni ad alimentarlo. A voi le considerazioni finali: sarà il 31 Dicembre 2015 una data che verrà rispettata?